Ritengo che sia utile fare chiarezza su alcuni punti che noi professionisti diamo per scontati ma che i nostri pazienti spesso conoscono meno di quello che pensiamo, sia perché nessuno insegna la pulizia dei denti ai bambini, che dovrebbero essere stimolati ad emulare le abitudini dei genitori (….forse il problema originale è proprio questo…), sia perché c’è un atteggiamento diffuso di istintiva antipatia nei confronti del dentista che si estende, purtroppo per i pazienti che si fanno autogol, anche al concetto di “prevenzione dentale”.

Che invece in campo odontostomatologico è estremamente efficace, sia per i tessuti duri (i denti veri e propri e l’osso alveolare in cui si trovano) che per i tessuti molli della cavità orale: sarebbe un errore trovare scusanti “genetiche” a causa delle quali saremmo ineluttabilmente destinati a stare sempre bene o, a seconda del caso, a perdere tutti i denti a trent’anni, come quel lontano parente (credetemi, dopo qualche anno di professione se ne sono sentite di tutti i colori!!). Lo stato di salute della nostra bocca, tranne pochi e rari casi, lo decidiamo noi in base a come la trattiamo.

I concetti da tenere presenti sono pochi.

Vediamoli insieme.

Tutto comincia con l’adozione delle corrette manovre per l’igiene orale quotidiana già da piccoli:

  1. I movimenti giusti (esistono svariate tecniche che vi possiamo mostrare), lo spazzolino adatto (a setole medie o morbide e testina medio-piccola a seconda della grandezza della bocca, con manico ad impugnatura ergonomica per rendere più facile il movimento), l’uso del filo (presidio assolutamente necessario a tutti, sostituibile solo e soltanto dallo scovolino; colgo l’occasione per dichiarare forte e chiaro che non esistono spazi troppo stretti per pulire tra un dente e l’altro, non esistono gengive ipersensibili o denti che vengono via se li puliamo troppo: il filo “s’ha da passare” e i capricci vanno superati!).
  2. Il tempo da dedicare alle manovre di spazzolamento (minimo due minuti, meglio tre, impostate un timer e rassegnatevi a passarci il tempo che serve. Trucco: pulite ogni zona tre volte, il tempo passerà molto più in fretta. Altro trucco: per garantirvi un alito a prova di bacio spazzolate anche la lingua, specialmente la zona posteriore, che è letteralmente ricoperta di batteri)
  3. Il divieto di svicolare la seduta di pulizia serale, prima di andare a dormire, che non deve essere mai saltata o eseguita con approssimazione (la scusa più frequente: dottò, c’ho sonno!! Ah, sì? Gli streptococchi e i lattobacilli sono sveglissimi, vivono by night, sappiatelo e regolatevi!!)
  4. La possibilità, quando ci si trova fuori casa, di masticare gomme senza zucchero che contengano xilitolo per rimuovere parte dei residui alimentari e della placca. Si intende che le gomme vanno masticate per una ventina di minuti.
  5. L’opportunità di evitare il consumo di certi cibi e bevande contenenti sostanze zuccherate o molto acide, non solo per preservare lo smalto dei denti, ma anche per vivere una vita più sana e per mantenere la forma fisica.

Dopodiché, passata la fanciullezza e l’adolescenza senza carie grazie all’applicazione pratica di queste poche regole, verso i vent’anni (età assolutamente orientativa ) ci si sottopone ad una prima seduta di igiene professionale, ossia di “detartrasi”. Infatti succede che la placca residua, che è ciò che dobbiamo rimuovere dalle superfici dentali quanto più possibile (ma che in minima parte riesce sempre a nascondersi dallo spazzolino), cristallizzi e si trasformi in tartaro, un materiale duro che è impossibile da togliere se non con strumenti professionali.

Chi può sottoporci ad una seduta di detartrasi?

Anche questo è un altro potenziale punto oscuro; alcuni sono stati indotti a pensare che la seduta di igiene possa essere eseguita dall’assistente alla poltrona. Invece le uniche figure professionali che possono farlo sono gli odontoiatri e gli igienisti dentali. Gli igienisti dentali, che non tutti conoscono, sono i veri specialisti del campo; seguono infatti un percorso di studi universitari incentrato sulla materia “igiene dentale” e sulla diagnosi e trattamento non chirurgico delle patologie che insorgono in seguito alla scorretta o insufficiente igiene dentale ( vedi gengiviti e malattia parodontale, di cui parleremo la prossima volta).

Dalla prima seduta di detartrasi l’intervallo che si stabilisce con quella successiva può essere annuale o semestrale a seconda del paziente; in alcuni casi può non essere necessario ripetere la seduta anche per più anni. L’importante è essere a conoscenza che prima o poi avremo tutti bisogno di un paio di sedute all’anno per prevenire la comparsa di gengiviti, sanguinamento gengivale e alitosi.

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